I Dadi: Tipologie, Forme e i Dadi Truccati

C’è da dire che i dadi vengono utilizzati non solo nel classico gioco d’azzardo dei craps, ma anche in altri giochi e ne esistono di svariati tipi, materiali e forme.

In genere, i dadi poliedrici vengono realizzati in plastica, ma se ne trovano anche in metallo, legno e pietra semipreziosa. All’inizio i dadi poliedrici erano prodotti in plastica soffice, ma visto che si usuravano facilmente si è arrivati a realizzarli con plastica ad alto impatto in modo che non rimangano tracce di usura col tempo.

I dadi poliedrici possono essere acquistati nei negozi di giochi di diversi modi e, quindi, con 20 facce numerate da 0 a 9, a 10 facce ecc.

Fra i vari tipi di dadi si possono trovare quelli cubici che, in genere, vengono utilizzati per compilare le schedine del totocalcio per via delle 6 facce su cui sono raffigurati i segni 1, x e 2.

Non mancano nemmeno i dadi da poker le cui facce rappresentano i classici simboli del gioco del poker.

I Dadi Truccati

Si sente spesso parlare di dadi truccati e in tanti si chiedono come fare per barare.

C’è da dire che esistono tanti modi per truccare i dadi e rendere certi risultati più probabili, cioè far in modo che una faccia abbia maggiore possibilità di uscita.

Tra i vari metodi per truccare i dadi vi è quello di aggiungere pesi, ma anche quello di andare ad arrotondare i bordi o rendere alcune facce leggermente non allineate.

Nel caso in cui i dadi da truccare non siano trasparenti si possono aggiungere dei pesi sulle facce desiderate e modificarli per essere dadi vincenti o perdenti.

In un dado professionale, il peso è inserito dal produttore. Un modo sofisticato per truccare il peso di un dado è quello di inserire un serbatoio con mercurio al centro del cubo con dei canali. Dando dei colpetti con il dado sul tavolo si potrà trasferire il mercurio da una faccia all’altra per trasferire il peso e rendere un risultato più probabile.

Un dado truccato a peso variabile è cavo con all’interno un piccolo peso ed una sostanza semisolida con un punto di fusione che permette al baro di cambiare la posizione del peso semplicemente andando a respirare sul dado.

Insomma, esistono tanti modi per truccare i dadi e così come si truccano questi sono anche i modi per riconoscerli.

Le Forme dei Dadi

Il principale criterio per distinguere i dadi è quello del numero di facce offerte. In genere, i dadi che offrono un numero di facce diverso da 6 sono indicati con la lettera D come prefisso ad esempio D10 se a 10 facce e così via.

Anteponendo, invece, un numero si indica il numero di dadi da lanciare. Ad esempio, indicando 4D6 si indica di lanciare 4 dadi a 6 facce.

In passato i dadi con un numero diverso da quello di sei facce erano utilizzati da chi praticava arti occulte, mentre col tempo sono stati utilizzati in giochi da tavolo, giochi di ruolo e wargame.

Le Varianti dei Dadi

I dadi non cubici più diffusi vengono, spesso, venduti in set di 6 o 7 dadi ognuno di forma diversa. Infatti, oltre i 5 solidi platonici ci sono 2 dadi trapezoedro pentagonali D10 di cui uno marcato con numeri da 0 a 9 e l’altro con le decine (00, 10, 20, 30, 40, 50, 60, 70 ,80 e 90).

Tra le diverse varianti di dadi, inoltre, si possono trovare il tetraedro, il cubo, l’ottaedro, il trapezoedro pentagonale, il dodecaedro, l’icosaedro, il dodecaedro e moltissimi altri.

Ognuna di queste varianti è utilizzata in qualche tipo di gioco ed ognuno di essi da un gran numero di differenti distribuzioni di probabilità. Ad esempio, i dadi a 10 facce vengono spesso utilizzati in coppia per produrre una distribuzione uniforme di numeri da 1 a 100, mentre sommando più dadi si ottiene un’approssimazione della distribuzione normale, a curva a campana.